Lunedi 22/02/2016, h. 10.00 (h. 14.00 in Italia)
Ciao a tutti sul blog !
Riprendo i miei post sempre da Villa O'Higgins, dove sono bloccato ormai da venerdi scorso e pare che lo saro' ancora per non si sa quanto.
Infatti qui continua ad imperversare il maltempo con venti fortissimi e scrosci di acqua a non finire, e le previsioni non promettono niente di buono neanche per i prossimi giorni.
Pertanto la barca che dovrei prendere per raggiungere l' altra parte del fiordo non parte sia per il maltempo sia perche' e' stata danneggiata proprio dal vento nell' ultima traversata di giovedi' scorso.
Chi gestisce il servizio ha detto che prima di giovedi' prossimo non se ne parla neanche, e questo per me e' un bel problema, infatti pregando che giovedi' ce la faccia a partire, una volta sbarcato dall' altra parte all' estancia di Candelario Mansilla dopo 3 h. di traversata, dovrei riuscire in due giorni a traversare le Ande,col fango al ginocchio credo vista la quantita' di acqua che e' venuta giu', ed arrivare ad El Chalten, il primo paesino che si trova dall' altra parte del confine in Argentina.
Qui mi resterebbero solo tre giorni per raggiungere Punta Arenas con vari passaggi in bus per riuscire a prendere in tempo il mio aereo di ritorno.
E' chiaro che a questo punto dovro' abbandonare tutti i miei progetti di percorrere in bici almeno un pezzo della mitica Ruta 40 attraverso la pampa argentina, e spt. di visitare i due siti di maggior interesse dei parchi argentini : il ghiacciaio Perito Moreno e le Torres del Paine.
Insomma a questo punto e' chiaro che l' obbiettivo principale diventa quello di prendere l' aereo altrimenti dovrei spendere una cifra iperbolica, che non mi posso permettere, per comprare un altro biglietto qualche giorno piu' tardi visto che la data del mio non e' modificabile.
Ieri sera dopo la comunicazione della compagnia, nel campeggio c'e' stato un conciliabolo tra tutti i viaggiatori (tedeschi, francesi, neozelandesi, argentini ed americani) che come me aspettano di prendere il barco.
Qualcuno ha domandato informazioni ai carabineros, i quali hanno detto che e' possibile passare in Argentina anche attrraverso il Paso Mayer a 50 km. da qui, ma la cosa e' piuttosto avventurosa dato che ci sono alcuni fiumi da guadare di cui non si sa lo stato, ed anzi e' probabile che bisognera' tornare indietro viste le ultime piogge, inoltre una volta passato il confine ci sarebbero altri 250 km. di pampa per raggiungere il primo paesino Gobernador Gregores; da ui poi altri ca. 150 km. per rientrare sul percorso ad El Chalten.
Quindi una vita di tempo, che non mi posso permettere e molte incertezze, quindi per me non se ne parla.
Il gruppo dei tedeschi invece e´l' unico che pensa di provarci ed ieri ha acquistato le provviste necessarie per affrontare il percorso.
Io con gli altri resto qui ad aspettare e sono un po' preoccupato ed abbastanza avvilito pensando a quanto tempo ho aspettato e sognato di vedere quei posti che invece saro' costretto a bypassare.
Per gli altri viaggiatori non ci sono molti problemi perche' e' gente che sta in giro per mesi, a volte anni, perloppiu´non hanno neanche il biglietto di ritorno e quindi una settimana in piu' o in meno non fa differenza.
io sono quello piu' in apprensione ma poi pero' mi dico che non importa, chi viaggia sa bene che il piu' delle volte le cose girano giuste ma altre vanno male e bisogna prenderle cosi' come vengono : queste sono le regole della strada e lo spirito del viaggiatore e' quello di prendere sempre nel verso giusto quello che ti prospetta.
In fondo e' anche bello stare qui in questo paesino di frontiera fuori dal tempo e passare le giornate ad ascoltare le storie di viaggio degli altri viaggiatori o alla biblioteca, leggendo le storie dei primi avventurieri che hanno colonizzato queste terre desolate ma cosi' affascinanti; e poi approfitto per migliorare un po' il mio scarso spagnolo.
Soprattutto penso che la cosa piu' importante viaggiando, non e' raggiungere a tutti i costi delle mete e vedere dei posti che ci si e' prefissati (anche se quando cio' si verifica e' molto bello), ma e' far vivere i propri sogni, non rinunciarci mai per pigrizia, paura, o problemi veri o presunti di qualsiasi tipo.
L' importante e' muoversi, conoscere, scoprire, vivere la strada giorno per giorno, accettare l' imprevisto.
Alla fine questo significa sentirsi vivi e liberi e scoprire che in qualsiasi posto, a qualsiasi latitudine, c'e´del bello e del buono che si offre a chi sa apprezzarlo con spirito semplice.
Bene, oggi vi lascio trascrivendo alla fine del post alcune parole lette alla fine di un libro della biblioteca locale che sto leggendo, scritto da Augusto Grosse, un tedesco che e' stato tra i primi a colonizzare queste terre alla meta' del secolo scorso.
Un caro saluto a tutti ed a presto... in attesa di sviluppi.
Angelo
Panorama di Villa O'Higgins
La chiesa ed il piccolo museo del paese: il "far west" e' proprio qui !
Quattro chiacchiere al "comedor" con Maira Montoya, mentre la mamma prepara da mangiare.
Un povero agnello che sta per trasformarsi nell' "asado" domenicale.
Ci si consulta sul da farsi, con il gruppo dei viaggiatori.
Ogni tanto compare il sole anche quaggiu'...
Comunque vada, lo spirito resta sempre leggero.
"En todas las soledades
se encuentran hombres,
con los pilcheros cargados
de esperanza y suenos".
In tutti i luoghi solitari
si incontrano uomini,
con le loro bisacce cariche
di speranza e di sogni.
Augusto Grosse