domenica 28 febbraio 2016

Le Torres del Paine, infine !

Puerto Natales, dom. 28/02/2016 - h. 19.00 (23.00 in Italia)

Ciao a tutti sul Blog !

Eccomi arrivato alla penultima puntata di questo viaggio, ed e' il racconto di una giornata strepitosa vissuta all' interno del Parque Torres del Paine.
Insoma ce l'ho fatta alla fine a visitare questo posto stupendo che era rimasto cosi' a lungo all' interno dei miei pensieri e del mio immaginario, e ne sono contento anzi stracontento perche' ha corrisposto in pieno alle mie aspettative.
All' inizio pensavo di prendere un bus che mi portasse fino alla laguna Amarga e da li' salire fino al mirador delle Torres del Paine, ma subito ho realizzato che con una sola giornata a disposizione la cosa sarebbe stata impossibile per i tempi stretti.
Mi sono messo dunque con due ragazze tedesche ed insieme ci siamo suddivisi la spesa di una guida che ci ha portato in fuoristrada attraverso tutti i luoghi piu' interessanti del Parque.
La scelta e' stata azzeccata e grazie anche ad una bella giornata tra sole e nuvole ho veramente goduto di questo meraviglioso Parco.
Spazi infiniti, ghiacciai, lagune, cascate e soprattutto il massiccio del Paine con i suoi Cuernos e le sue Torres che dominano in mezzo a tutto questo.
Spettacolo puro per una giornata indimenticabile che chiude cosi' nel migliore dei modi questo mio viaggio in Patagonia.
Ora devo chiudere qui bruscamente questo mio post poiche' appena sceso dall' auto mi sono subito fiondato dentro l' internet point, ed essendo domenica sta per chiudere.
Ora chiedo per favore di lasciarmi il tempo per mettere dentro un po' di foto, e poi vi do appuntamento per l' ultimo post domani quando saro' arrivato a punta Arenas in bus e vi salutero' con l' ultimo post prima di salire sull' aereo.
A presto !

Angelo

Avvicinandosi al Parco
Il ghiacciaio Grey

Paine Grande e ghiacciaio.
Spiaggia sul Lago Grey.
Il massiccio del Paine.
Che incanto !

Guanaco in liberta'.

Una coppia di timidi Ñandu.



sabato 27 febbraio 2016

Arrivato a Puerto Natales.

Puerto Natales (Chile) - Sabato 27/02/2016 (h.15.30 - 19.30 in Italia)

Ciao a tutti dal Blog !

Riprendo i miei post da Puerto Natales, di nuovo in Cile, dovo sono appena sbarcato con il bus da El Calafate.
Ormai il mio viaggio e' quasi in dirittura d'arrivo ma anche nele ultime battute non finisce di regalarmi emozioni. Ieri escursione bellissima al ghiacciaio Perito Moreno, una delle maggiori attrazzioni della Patagonia, e la sua fama se la merita tutta.
Uno spettacolo di ghiaccio e di imponenza che mi sono goduto fotografando ed ammirando per tutta la giornata, sia dalle passarelle panoramiche che ti portano proprio di fronte al muro di ghiaccio, sia con il battello con il quale si arriva proprio a piedi del Moreno.
Proprio una meraviglia dalla quale si fatica a staccarsi, quando viene sera e bisogna riprendere il bus per il rientro: ogni tanto un rombo secco scuote l' aria in un qualche punto del fronte, seguito da un gran tonfo ed una serie di ondate che increspano il lago, trasportando blocchi galeggianti di ghiaccio.
Un altro pezzo del ghiacciaio si e' staccato ed e' precipitato in acqua a causa del calore atmosferico (si fa per dire...).
Comunque ho appreso dalla guida a cui ho chiesto informazione che, mentre tutti i ghiacciai della Patagonia e del mondo intero si stanno ritirando a causa del riscaldamento globale, invece il Perito Moreno e' l' unico in controtendenza poiche' si espande di qualche metro ogni anno.
Il perche' mi dice che e' un mistero ma secondo me mica tanto visto il freddo gelido che c'era, in quello che dovrebbe essere il cuore dell' estate australe.
Gran bella giornata davvero, affatto disturbata dalla quantita' di turisti che non mi e' sembrata esagerata come temevo.
Dopodiche' oggi mi aspettava una delle ultime tappe di avvicinamento in bus, da El Calafate a Puerto Natales, ritornando quindi in Cile dopo la parentesi argentina.
Quindi questa mattina dopo la sveglia notturna alle 4.30, smonto la tenda sotto la pioggia, faccio su i bagagli e mi piazzo nel punto preciso di Avenida Libertadores dove secondo l' agenzia, tra le 5.30 e le 5.45 si fermera' il bus e mi tirera' su.
Io sono fiducioso ma quando arrivano le 6.00  e l' unica traccia di vita nella zona sono un gruppo di cani randagi che mi gira intorno, non so se per farmi compagnia o per cercare qualcosa da mangiare, inizia a serpeggiare un po' di inquietudine.
Quando poi intorno alla 6.15 vedo passare dritto un bus che pare proprio il mio, l' inquietudine si e' trasformata in terrore : e adesso ?
Per fortuna neanche 10 min. dopo vedo il bus che ritorna sui suoi passi e si ferma proprio davanti al sottoscritto che gia' stava sbracciandosi in mezzo alla strada.
Scende il bigliettaio con un sorriso ed un "disculpe", spiegandomi che appena usciti dal apese ha ricontrollato il numero di passeggeri e la lista dei posti di recupero accorgendosi che mancavo appunto io.
Rispondo con un "no te preocupe", ma in realta' ero altro che "preocupado".
A questo punto sento gia' che la mia rincorsa degli ultimi giorni e' terminata e posso pensare tranquillamente di prendere il mio volo di ritorno da Punta Arenas.
Ultimo patema solo dopo la frontiera cilena a Paso Don Guillermo, quando il bigliettaio mi avvisa che li' io ed altri cinque passeggeri dobbiamo cambiare bus perche' lui prosegue in un' altra direzione.
Nessun problema se non che al di la' della frontiera invece che un bus trovo un furgone 9 posti con un autista che ci aspetta sorridente.
Gli faccio presente che ho dei dubbi sul come caricare la mia bici da sul furgone, ma lui mi risponde subito con un sorriso e con l' ennesimo "no te preocupe", all fine la sua soluzione e' questa : tutti i passeggeri seduti in un' unica fila di sedili con zaini e bagagli in braccio, e la mia bici che fa il viaggio piu' comodo della sua vita occupando da sola la fila di sedili dietro al conducente.
E' proprio vero che qua in Sudamerica c'e´sempre una soluzione ad ogni tipo di problema...
Quindi dopo questo ultimo pezzo di viaggio approdo finalmente a Puerto Natales, un paesone con un atmosfera che e' un mix di vita tradizionale e base di partenza per i turisti diretti alle Torres del Paine, altra grande attrazione patagonica.
Trovo subito una camera in un Hostal, pranzo in una panaderia con un paio di "sopaipillas" ed eccomi seduto in un cybercafe' intento ad aggiornare il mio blog, poi appena finito mi metto alle ricerca di qualche agenzia che domani possa portarmi fino al paine (dai che forse ce la faccio a dare una sbirciata anchea loro, prima di partire).
Bene quindi ora e' arrivato il momento di salutare tutti voi amici del blog, non dopo aver postato qualche foto della mia escursione di ieri.
Il mio morale e' alle stelle, ancora pochi giorni di viaggio ma da spendere al meglio e senza piu' alcuna preoccupazione.
A presto dunque !

Angelo

Il Perito Moreno da tutte le posizioni : si merita la sua fama.


Di nuovo in movimento lungo la Ruta 40.


Una volta tanto la "all black" viaggia piu' comoda di me...

Ancora ciaoooo a tutti, "pura vida" quaggiu' in Patagonia !


venerdì 26 febbraio 2016

...mancava ancora qualche foto



Ancora qualche foto che non sono riuscito a caricare prima:





In mancanza di cibo, si provvede con le bacche di calafate..




Foto ricordo in mezzo a quello spettacolo.


Altro campeggio 5 stelle alla Laguna del Desierto.


Il giorno dopo si riparte con un altro barco.


...ed altri panorami che scorrono.


Lungo la Ruta 40 (questa volta in bus).

Scusate per la poca risoluzione delle immaggini, ma con questo filo di connessione senno' non ci se la fa.

A presto, io ora vado al ghiacciaio !

Angelo




...continua da El Calafate.

El Calafate - ven. 26/02/2016 h. 10.00 (h. 14.00 in Italia)

Ciao ancora a tutti dal blog !

Intanto mi scuso con voi per l' improvvisa interruzione di ieri, ma quaggiu' e' una continua battaglia con la connessione internet...
Insomma ieri vi avevo lasciati al camping (stupendo !) a la Laguna del Desierto, dove dopo una serata splendida e'passata una notte di vento forte e pioggia battente, ma comunque al mattino e' cosi' cosi' e spt. alle 11 arriva el barco che ci trasporta dall' altra parte del lago.
Li' riprende la mia corsa per raggiungere El Chalten sperando di trovare un bus che parta il pomeriggio e mi porti entro la sera a El Calafate, ricuperando un po' del tempo perduto.
In effetti ce la faccio al pelo, perche' nenache il tempo di arrivare ed alle 17.00 riesco ad infilarmi nell' ultimo bus in partenza.
Mi godo ccosi' un po' di riposo nel bus, dopo le ultime fatiche, e spt. dei panorami stupendi attraverso la pampa lungo la mitica Ruta 40, purtroppo questa volta non pedalando ma va bene anche cosi'.
Alle 21.00 gia' con il buio il bus mi sbarca nel centro di El Calafate, dove per prima cosa cerco un biglietto per sabato mattina che mi porti a Puerto Natales, di nuovo in Cile.
Anche qua gran botta di fortuna perche' trovo l' ultimo billete per il bus che parte domani alle 5 del mattino (ma quanta fortuna ho...), poi via a piantare la tenda in camping, cena alle 23 (finalmente con le gambe sotto all tavola !) con una montagna di "cordero asado" e patatine e poi via per un post, dopo molto tempo, con il wi fi del camping.
Giornata di corsa ma bella bella, e contento che il mio viaggio si e' rimesso in carreggiata.
Questa mattina comprato il biglietto per l' escursione al ghiacciaio del pomeriggio ed eccomi sedto davanti ad un pc che cerco di mettere dentro qualche foto, contento di essere di nuovo in movimento.
Bene, ora un saluto a tutti ed  una citazione del mio amico scienziato che vuole esprimere la mia gioia per essere ripartito.
A presto, ci sentiamo domani da Puerto Natales !

Ciao Angeloinbici

La vita e' come andare in bicicletta,
per mantenersi in equilibrio bisogna muoversi !
                                   Albert Einstein

alla fine ce l' ho fatta a percorrere tutta la Carretera.

Ce la fara' la bagnarola di Lorenzo a portarci al dila' del fiordo ?
Si caricano bici e bagagli ancora nelle tenebre
Panorami anche dal barco
Bravo Lorenzo, ce l' hai fatta !
Mi metto in moto insieme ad una coppia di tedeschi che poi lascero¡: loro non hanno fretta.
Arrivato al confine argentino.

Eccolo sua maesta' il Fitz Roy : nessuna parola, c'e' solo da contemplare in silenzio.
Da qui in poi le cose si complicano, ma si va avanti ugualmente.








giovedì 25 febbraio 2016

Arrivato a El Calafate !

El Calafate (Argentina) - 25/02/2016 h. 23.00, 3 di notte in Italia.

Ciao a tutti sul Blog !
Finalmente ricompaio dopo gli ultimi tre giorni di sparizione dal Blog.
In realtà sono stati tre giorni veramente frenetici e vissuti praticamente sempre "di corsa".
Risalgo quindi a martedì sera scorso quando alle 17 abbiamo finalmente l' o.k. Dal mitico Lorenzo che l' indomani alle 6 di mattina potremo salpare da Villa O' Higgins.
Appena saputolo, di corsa levo la tenda sotto la pioggia e vado a piazzarmi vicino all' imbarcadero in modo di non aver sorprese ed essere sicuro che l' indomani potrò imbarcarmi, cosa che avviene nell' oscurità e con qualche dubbio sulla tenuta della bagnarola.
Invece tutto o.k. E Lorenzo magistralmente affronta le onde sbarcando tutta la pattuglia di viaggiatori (12 viaggiatori in bici e 10 a piedi) alle 12 dall' altra parte del fiordo a Candelario Mansilla.
Mi sento finalmente sollevato, adesso il mio viaggio può proseguire e posso tornare a contare solo sulle mie gambe per andare avanti.
Grandi lungaggini burocratiche, come sempre, al posto di confine cileno per uscire dal paese; si vede che dopo una settimana che non vedono gente vogliono trattenerci per sentire un pò di contatto umano.
Appena apprendo da loro che alla Laguna del Desierto, dove c'è il posto di controllo argentino ed è necessario un altro barco per passare dall' altra parte, ci sarà un "zarpe" (una partenza) alle 5 della sera, mi fiondo lungo il sentiero come un fulmine per cercare di prenderlo e recuperare così un pò del tempo perduto.
Mi affanno come un matto su per una mulattiera ripida come un muro e che ad un certo punto si trasforma in un sentiero molto intricato che passa per paludi fangose, attraversa numerosi ruscelli e zone di bosco molto intricate.
Io dopo le prime titubanze decido di fregarmene di fango ed acqua e passo via diretto così come sono, con scarpe, calze, ecc., ci sarà tempo poi per pulirsi ed asciugarci.
Dopo poche centinaia di metri la bici è già arrivato un cumulo di fango ed io pure, ma l' importante è che riesco ad avanzare senza eccessivi problemi, differentemente da quanto temevo.
Appena il sentiero emerge un attimo dalla fitta vegetazione alzò lo sguardo e rimango letteralmente senza parole, perchè là in fondo si staglia sopra a tutto la sagoma rocciosa del Fitz Roy.
È' una vista impressionante, s-t-u-p-e-n-d-a, ed io appoggio immediatamente la bici a terra e resto lì impalato come un ebete a guardare quello spettacolo.
Quante volte ho visto quella figura nei libri delle grandi imprese alpinistiche, in internet, ed anche nella mia immaginazione, ben sapendo che per riuscire a vedere quelle guglie di roccia ci vuole veramente una gran botta di fortuna perchè la maggior parte del tempo vengono avvolte dalle nubi.
È questa volta ero stato veramente fortunato !
Appena ripresomi dallo schock, iniziavo a fotografare e filmare lo spettacolo da tutti i punti possibili, e chissenefrega della mia rincorsa al barco.
Dopo un bel pò riprendo a muovermi sempre con quella immagine che mi aveva stregato dentro agli occhi.
Arrivo giù alla caserma Argentina del Lago del Desierto, che le 17 sono passate da poco ma i finanzieri mi dicono che comunque il barco non era arrivato perchè non c'era nessuno da portare nè da prendere. Il prossimo sarebbe arrivato domattina alle 11 e comunque potevo piantare la tenda dove volevo per passare la notte.
Finite le pratiche di immigrazione, questa volta molto brevi ed amichevoli, mi distendo sul prato in riva al lago non solo per riposarmi ma per godere il più possibile di quel luogo magico, ancora con la sagoma del Fitz Roy che si staglia là in fondo al di là del lago.
Quando inizia ad imbrunire mi faccio forza ed inizio prima a lavare dal fango nel lago, la bici, le borse e me stesso e poi pianto la tenda sulle rive, osservato da vicino da due cavalli che pascolano in libertà.
Nel frattempo arrivava giù qualcun altro dei miei compagni di traversata in barco e man mano ognuno posizionava la propria tenda a rispettosa distanza dalle altre, in modo di non disturbare l' armonia di quel posto così magico.
Vado a dormire che ormai è tardi, senza staccare gli occhi da quella montagna così imponente ed elegante, che ruba la scena anche alle meraviglie che ci sono intorno

EL CHALTEN

Ciao a tutti sono Antonella, Angelo mi ha chiesto di comunicarvi che ha attraversato la cordillera delle Ande ed è in Argentina ad El CHALTEN  qui prenderà un bus per El CALAFATE dove arriverà alle ore 21.00  ora locale.
Domani mattina proverà a trovare il modo di fare l'escursione al ghiacciaio e magari nel pomeriggio a postare qualcosa!!!!
Un saluto a tutti da parte mia e dal nostro bene amato Angelo.

lunedì 22 febbraio 2016

Grosso problema a Villa O' Higgins

Lunedi 22/02/2016, h. 10.00 (h. 14.00 in Italia)

Ciao a tutti sul blog !
Riprendo i miei post sempre da Villa O'Higgins, dove sono bloccato ormai da venerdi scorso e pare che lo saro' ancora per non si sa quanto.
Infatti qui continua ad imperversare il maltempo con venti fortissimi e scrosci di acqua a non finire, e le previsioni non promettono niente di buono neanche per i prossimi giorni.
Pertanto la barca che dovrei prendere per raggiungere l' altra parte del fiordo non parte sia per il maltempo sia perche' e' stata danneggiata proprio dal vento nell' ultima traversata di giovedi' scorso.
Chi gestisce il servizio ha detto che prima di giovedi' prossimo non se ne parla neanche, e questo per me e' un bel problema, infatti pregando che giovedi' ce la faccia a partire, una volta sbarcato dall' altra parte all' estancia di Candelario Mansilla dopo 3 h. di traversata, dovrei riuscire in due giorni a traversare le Ande,col fango al ginocchio credo vista la quantita' di acqua che e' venuta giu', ed arrivare ad El Chalten, il primo paesino che si trova dall' altra parte del confine in Argentina.
Qui mi resterebbero solo tre giorni per raggiungere Punta Arenas con vari passaggi in bus per riuscire a prendere in tempo il mio aereo di ritorno.
E' chiaro che a questo punto dovro' abbandonare tutti i miei progetti di percorrere in bici almeno un pezzo della mitica Ruta 40 attraverso la pampa argentina, e spt. di visitare i due siti di maggior interesse dei parchi argentini : il ghiacciaio Perito Moreno e le Torres del Paine.
Insomma a questo punto e' chiaro che l' obbiettivo principale diventa quello di prendere l' aereo altrimenti dovrei spendere una cifra iperbolica, che non mi posso permettere, per comprare un altro biglietto qualche giorno piu' tardi visto che la data del mio non e' modificabile.
Ieri sera dopo la comunicazione della compagnia, nel campeggio c'e' stato un conciliabolo tra tutti i viaggiatori (tedeschi, francesi, neozelandesi, argentini ed americani) che come me aspettano di prendere il barco.
Qualcuno ha domandato informazioni ai carabineros, i quali hanno detto che e' possibile passare in Argentina anche attrraverso il Paso Mayer a 50 km. da qui, ma la cosa e' piuttosto avventurosa dato che ci sono alcuni fiumi da guadare di cui non si sa lo stato, ed anzi e' probabile che bisognera' tornare indietro viste le ultime piogge, inoltre una volta passato il confine ci sarebbero altri 250 km. di pampa per raggiungere il primo paesino Gobernador Gregores; da ui poi altri ca. 150 km. per rientrare sul percorso ad El Chalten.
Quindi una vita di tempo, che non mi posso permettere e molte incertezze, quindi per me non se ne parla.
Il gruppo dei tedeschi invece e´l' unico che pensa di provarci ed ieri ha acquistato le provviste necessarie per affrontare il percorso.
Io con gli altri resto qui ad aspettare e sono un po' preoccupato ed abbastanza avvilito pensando a quanto tempo ho aspettato e sognato di vedere quei posti che invece saro' costretto a bypassare.
Per gli altri viaggiatori non ci sono molti problemi perche' e' gente che sta in giro per mesi, a volte anni, perloppiu´non hanno neanche il biglietto di ritorno e quindi una settimana in piu' o in meno non fa differenza.
io sono quello piu' in apprensione ma poi pero' mi dico che non importa, chi viaggia sa bene che il piu' delle volte le cose girano giuste ma altre vanno male e bisogna prenderle cosi' come vengono : queste sono le regole della strada e lo spirito del viaggiatore e' quello di prendere sempre nel verso giusto quello che ti prospetta.
In fondo e' anche bello stare qui in questo paesino di frontiera fuori dal tempo e passare le giornate ad ascoltare le storie di viaggio degli altri viaggiatori o alla biblioteca, leggendo le storie dei primi avventurieri che hanno colonizzato queste terre desolate ma cosi' affascinanti; e poi approfitto per migliorare un po' il mio scarso spagnolo.
Soprattutto penso che la cosa piu' importante viaggiando, non e' raggiungere a tutti i costi delle mete e vedere dei posti che ci si e' prefissati (anche se quando cio' si verifica e' molto bello), ma e' far vivere i propri sogni, non rinunciarci mai per pigrizia, paura, o problemi veri o presunti di qualsiasi tipo.
L' importante e' muoversi, conoscere, scoprire, vivere la strada giorno per giorno, accettare l' imprevisto.
Alla fine questo significa sentirsi vivi e liberi e scoprire che in qualsiasi posto, a qualsiasi latitudine, c'e´del bello e del buono che si offre a chi sa apprezzarlo con spirito semplice.
Bene, oggi vi lascio trascrivendo alla fine del post alcune parole lette alla fine di un libro della biblioteca locale che sto leggendo, scritto da Augusto Grosse, un tedesco che e' stato tra i primi a colonizzare queste terre alla meta' del secolo scorso.
Un caro saluto a tutti ed a presto... in attesa di sviluppi.

Angelo
Panorama di Villa O'Higgins
La chiesa ed il piccolo museo del paese: il "far west" e' proprio qui !
Quattro chiacchiere al "comedor" con Maira Montoya, mentre la mamma prepara da mangiare.
Un povero agnello che sta per trasformarsi nell' "asado" domenicale.
Ci si consulta sul da farsi, con il gruppo dei viaggiatori.
Ogni tanto compare il sole anche quaggiu'...
Comunque vada, lo spirito resta sempre leggero.

"En todas las soledades
se encuentran hombres,
con los pilcheros cargados 
de esperanza y suenos".

In tutti i luoghi solitari
si incontrano uomini,
con le loro bisacce cariche
di speranza e di sogni.

                Augusto Grosse







sabato 20 febbraio 2016

Bloccato a Villa O' Higgins

Villa O' Higgins - Sabato 20/02/2016, h. 19.00 (23.00 in Italia)

Ciao a Tutti !

Invio ancora un altro post da Villa O' Higgins, ultimo avamposto dove finisce la Carretera Austral, poichè attualmente sono bloccato qui fino a data da destinarsi.
Infatti la lancia che doveva partire questa mattina per attraversare il fiordo e sbarcarmi dall' altra parte all' Estancia CANDELARIO MANSILLA non è partita a causa delle pessime condizioni del tempo e non si sa quando potrà partire, forse lunedì o forse mercoledì, boh...
Intanto qui si sono scatenati gli elementi, pioggia torrenziale e venti ad 80-100 km/h. Cioè da non riuscire neanche a stare in piedi.
Questa notte la tendina ha tenuto ma ad un certo punto  ho creduto davvero di volare via e come il Piccolo Principe di Saint Exupery mi vedevo sorvolare montagne, fiordi e ghiacciai a cavallo della mia Vaude.
Per fortuna invece niente di tutto ciò, ed io non ho fatto altro che restare rintanato nel bozzolo del mio caldo sacco a pelo fino a mattina inoltrata, quando ho dovuto azzardarmi a mettere il naso fuori in mezzo alla tormenta.
Poi la giornata è andata via all' interno del "fogòn" del campeggio, tra racconti di viaggio con gli altri pochi viaggiatori in bici e non anche loro bloccati qui in attesa di sviluppi.
La pattuglia di viaggiatori in bici è abbastanza nutrita in quanto vi sono quattro tedeschi, tre francesi ed una coppia di americani, e penso che a questo punto formeremo un' unica pattuglia per attraversare le Ande, quando sarà il momento.
Certo sono tutti meno in apprensione di me per questo stop inaspettato in quanto tra di loro c'è chi starà in giro per due mesi, chi per tre, e chi non ha neanche il biglietto di ritorno, quindi sono il solo che deve assolutamente arrivare in tempo a Punta Arenas tra non molto per prendere il volo di ritorno, altrimenti mi toccherà rimanere qua in Sudamerica.
Bene, allora non mi resta che intensificare le mie preghiere per far calare il vento e poi sperare che le cose si mettano al meglio, tanto lo so che la stella del viaggiatore brillerà comunque, almeno finora è sempre stato così.
A presto dunque, ed un caro saluto a tutti.

Angelo

venerdì 19 febbraio 2016

A Villa O'Higgins, ultimo avamposto alla fine della Carretera.

Venerdi 19/02/2016 . h. 10.00 locali (14.00 in Italia)

Ciao a tutti !

Eccomi ancora riemergere dal profondo della Carretera dopo tre giorni di wilderness e 260 km. di nulla (o forse e' meglio dire di tutto) da Cochrane a qui.
Ieri sera alle 20 sono arrivato qui a Villa O'Higgins, un piccolo villaggio di case di lamiera spazzato dal vento, che e' l' ultimo avamposto prima delle Ande. Qui la Carretera finisce davanti ad un fiordo lunghissimo, e non ci sono piu´collegamenti verso sud, chi si muove con mezzi a motore non puo´che girare verso e ritornare verso il nord.
 Pedalando lungo la Carretera

Se c'e' il sole lo spettacolo e' sempre assicurato
Cascate ovunque...
...e ghiacciai.
Ogni tanto si riesce anche a scambiare qualche parola...
La mia fedele compagna di viaggio regge alla grande.

bene, procedendo con ordine sono ho lasciato Cochrane tre giorni fa con una splendida giornata di sole e vento contrario ma accettabile, quindi me la sono proprio goduta pedalando in mezzo a panorami che veramente ti lasciano a bocca aperta.
Pedalare nel silenzio assoluto, rotto solo dalle folate di vento, in mezzo a queste meraviglie ti da' delle sensazioni di liberta' e di serenita' che solo la Patagonia sa offrire.
alla fine della giornata mi sono trovato un posto stupefacente per pernottare, sulle rive di un torrente e con vista direttamente su uno dei tanti ghiacciai.
Confesso che ho fatto molta fatica ad addormentarmi, nonostante la stanchezza, perche' ero troppo preso da tanta bellezza.
Per la notte singola vista ghiacciao : 5 stelle su Tripadvisor !

Il giorno dopo, come succede spesso da queste parti, cambia tutto e riprendo a pedalare sotto una pioggia battente che durera' tutto il giorno, salvo qualche breve tregua.
La strada  piu' si va verso sud e piu' diventa dura con un fondo terribile e con strappi micidiali, pero' si va avanti e per fortuna il mio muscolo dolorante per il momento se ne sta buono e fa il suo dovere.
Il panorama cambia, dato che si entra nella parte piu' piovosa del Cile (e del mondo intero), quindi gli spazi aperti lasciano il posto alla grande foresta pluviale con tanta vegetazione ed alberi maestosi che ricoprono grandi estensioni.
spesso si segue il corso di grandi ed impetuosi fiumi che raccolgono le acque dei ghiacciai e della pioggia che qui batte incessantemente, pare per piu' di 250 giorni l'anno.
Decido di cambiare intinerario ed invece che scendere al villaggio di pescatori di Caleta Tortel, che significherebbero 50 km. in piu' andata e ritorno sotto la pioggia, di raggiungere l' imbarcadero del ferry a Yungai dove altri ciclisti mi hanno detto che ci si puo' riparare nel posto di attesa passeggeri, riparati dalle intemperie.
buona scelta in quanto il posto e' confortevole e soprattutto asciutto e lo condivido con due autostoppiste cilene, con le quali condivido le mie scorte per la cena, che il giorno dopo cercheranno un passagio per seguire il loro viaggio.
Pepe, che io ho ribattezzato "Rainman" : per vivere in un clima del genere...
Tra viaggiatori, cena e riparo da "compartir".

Il giorno dopo, e quindi ieri il clima diventa un po' piu' clemante alternando sprazzi di chiaro con acquazzoni forti ma brevi. Qui nell' estremo sud della Carretera il traffico e' praticamente assente e la strada continua a diventare sempre piu´dura.
Comunque mi sento bene e decido di provare a percorre i 105 km. che mi separarno da Villa O'Higgins, anche perche' il cibo nelle sacche e' quasi terminato ed il desiderio di una doccia calda e' troppo forte.
Alla fine riesco ad arrivare a tarda sera, stanchissimo ma contento di avercela fatta, e mi sistemo in camping dove riesco a trovare anche acqua caldissima nella doccia scaldata a legna dal padrone
Nonostante la pioggia, qualche panorama l' ho visto anche oggi...


Villa O' Higgins : gli ultimi pionieri vivono qui.

Camping a Villa O'Higgins

Oggi dunque finalmente una intera giornata di riposo, ne avevo bisogno, dedicata soprattutto al blog nella bella ed efficiente biblioteca del paese, e questa sera nientepopodimeno che cena con le gambe sotto la tavola nell' unico ristorante del villaggio.
Poi da qui mi aspettano le Ande da attraversare, ma ancora non so bene quando perche' per prima cosa bisogna prendere una lancia che in tre ore attraversa il fiordo O' Higgins e parte solo se le condizioni meteo (e cioe' il vento) lo permettono.
Mi hanno detto che il capitano decide solo dopo le quattro del pomeriggio ed al momento per domani e' previsto vento ad 80 km/h., quindi e' possibile che mi tocchi restare bloccato qui in paese finche' le condizioni non miglioreranno; vabbe' vedremo questa sera, intanto ci godiamo la giornata libera.
Chiudo questo post salutando tutti, in particolar modo la mia Anto, Angelo e Nerina, Marco, Raffaella, Aldo e Manu, Manuela e tutti coloro che mi hanno scritto sul blog, dandomi la sensazione di non essere solo ma di essere sempre in compagnia.
Un saluto anche ad Alberto ed alla famiglia Fiorin, che spero abbia concluso al meglio il proprio viaggio in Cile e sia rientrata a casa senza problemi.
Un grande CIAO a tutti, ed alla prossima !

Angelo