Ciao a tutti da Cochrane, finalmente sono riemerso alla civiltà in questo presone di 3.000 abitanti autodenominatosi "Ultima frontiera sulla Carretera Austral".
Dopo tutto questo tempo riesco a comunicare, dato che qui c'è connessione internet e tutti i servizi che necessitano ad un viaggiatore in bici, quindi dopo quattro giorni potrò finalmente farmi una doccia calda, dormire in un letto e mangiare con le gambe sotto ad una tavola.
Gli ultimi giorni sono stati piuttosto duri sia per motivi meteorologici : vento ad 80 km./h., pioggia battente per lunghi tratti e Carretera veramente dura, più del previsto, con continui strappi sù e giù anche molto lunghi ed un fondo spesso veramente impossibile, con sassi, solchi e buche, insomma per ben tre volte sono finito a terra, o per una folata di vento o per aver slittato sul fondo stradale, ma per fortuna ogni volta tutto bene sia a me che alla bici (solo una volta ho dovuto risistemare il portapacchi anteriore, ma niente di grave).
Per giunta mi sono portato appresso fin dalla partenza un forte dolore alla spalla (peri artrite forse..) che con gli scossoni del manubrio mi ha fatto vedere le stelle, però ora un pò di bustine di OKI hanno fatto il miracolo è finalmente sto meglio e sono proprio contento.
Le notizie positive sono che il muscolo della mia gamba sinistra regge benissimo, che il tempo da ieri pomeriggio sta volgendo al meglio (sole e vento meno violento), e soprattutto che i panorami che si susseguono lungo la strada ripagano di qualsiasi disagio e fatica.
Montagne, laghi, ghiacciai, fiumi impetuosi, insomma tutto il meglio che la Patagonia può offrire.
Ad ogni curva tiro i freni e resto incantato a vedere il nuovo spettacolo che si offre alla mia vista: tutto meraviglioso e proprio quello che avevo sognato e che mi ha riportato qui dopo la mia prima visita.
Bello anche fare numerosi incontri con altri viaggiatori in bici: il primo giorno ho pedalato sempre con un ragazzo coreano solitario e molto timido che ha intenzione di girare un pò in tutto il Sudamerica, ma senza mete particolari.
Poi ieri ho incontrato un' altro giovane messicano, partito da Guadalajara e con l' intenzione di raggiungere Ushuaia, all' estremo sud del continente. quando gli ho chiesto come si chiama mi fà : "me llamo Maldini". No dico, non il cognome ma il nome. Certo il mio nome è Maldini perchè di cognome faccio Hernandes. Dico "ma che razza di nome è Maldini" e mi risponde che suo padre ha sempre fatto un tifo sfegatato per il Milan. Boh ?!
Comunque tanta gente che viaggia in bici in Patagonia, più di quelli che ho incontrato l' altra volta, francesi, canadesi, brasiliani ed ovviamente più di tutti gli immancabili tedeschi.
Bene, per ora vi salutò perchè vado a cercare un tetto, una doccia e qualcosa di buono da mettere sotto i denti, poi questa sera cercherò di ritrovare la connessione e di inserire (finalmente ! ) qualche foto del viaggio.
A presto.
Angelo
Posso farti solo complimenti per la perseveranza, che d'altra parte ti ha sempre contraddistinto. ...... Ma cosa vuoi che siano un paio di ruzzoloni ...... sono il sale della vita !!!!!! ........ Non lasciarci sulle spine: muoviti a lavarti e rifocillarti che restiamo in attesa del book fotografico. Riposati e poi BUON CAMMINO!!!! Con affetto Angelo e Nerina
RispondiEliminaAngelo tanto per capirci sui tempi/orari: qual'è l'ora reale di quando hai scritto? 9.19 corrisponde a 14.19?
RispondiEliminaGRazie Angelo delle notizie sai quasi in pensiero non avere tue nuove. Dai l'avventura è iniziata allora dai con tutte le forze. Ciao Aldo Manu
RispondiEliminaLeggo queste righe Angelo e oltre a dire "era ora che il prof scrivesse", mi ritrovo proiettato a migliaia di chilometri...che spettacolo! Grazie Angelo!! si percepisce subito che ti si è riaccesa quella luce dei grandi viaggiatori...e che la Patagonia rappresenta qualcosa di speciale!! le foto sono semplicemente mozzafiato..continua così buona strada un grande abbraccio Fili
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